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"Anche noi siamo sottomessi a quel diritto naturale che al primo posto annovera la tutela e la pratica della libertà
come valore prezioso ed irrinunciabile. Da essa, dalla libertà, discende la nostra concezione dello Stato, della società,
dei rapporti economici." (dall'Atto fondativo di Alleanza Nazionale)
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in primo piano:
Roma 14.02.2008
Alleanza Nazionale "c'è e non si scioglie". presentata la campagna di comunicazione di An: "Più sicuri c'è Alleanza"
Alleanza Nazionale "c'è e non si scioglie". Lo assicura ai giornalisti il portavoce del partito Andrea Ronchi in una conferenza stampa a Montecitorio, con Ignazio La Russa e Roberto Menia, per la presentazione dei manifesti sei per tre che animeranno la pre-campagna elettorale del partito. 'Più sicuri. C'è alleanza.', è lo slogan prescelto, con sotto il logo del Popolo della libertà e la scritta Berlusconi presidente.
"La nostra campagna - osserva il portavoce di An, Andrea Ronchi - è l'ennesima dimostrazione che non ci sciogliamo, come del resto non si scioglie Forza Italia, ma siamo presenti ventre a terra insieme a Berlusconi per un progetto che non è solo una lista elettorale ma che ha una portata addirittura storica e che realizzerà il bipolarismo compiuto nel nostro paese. Tra noi e Fi ci sarà una gestione unitaria della campagna elettorale e realizzeremo di qui in avanti sinergie per ottimizzare le risorse.
Ma per noi - aggiunge ancora Ronchi - è fondamentale spiegare che An c'è. E lo vedrete a breve nel programma, dove la nostra identità è presente attraverso i nostri valori, progetti ed idee guida". Ronchi spiega comunque che "il simbolo di An non sarà presente in campagna elettorale per non confondere l'elettorato.
"Riutilizzeremo i gazebo che si sono rivelati - spiega il responsabile del Dipartimento Propaganda di An, Roberto Menia - strumento utilissimo, tanto che già da mesi abbiamo rifornito in tal senso tutte le federazioni locali del partito". "Con i nostri manifesti - sottolinea il capogruppo di An, Ignazio La Russa - vogliamo mettere in evidenza che con il Pdl riannoderemo i fili di un'Italia sfilacciata a causa del governo di centrosinistra".
Venezia 11.02.2008
Fini: An non si scioglie ma lavora per il partito unico «Subito dopo le elezioni gruppi parlamentari comuni e poi il congresso per decidere come arrivare al traguardo». intervista di Giorgio Gasco dal Gazzettino
Presidente Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi lancia il Popolo della Libertà, annuncia l'adesione di Alleanza Nazionale e di fatto consegna nelle sue mani il futuro del centrodestra.
«Di sicuro l'accordo sancisce la fine della soprannominata Seconda Repubblica e segna l'avvio della Terza. Nel senso che, finalmente, gli italiani potranno andare alle urne scegliendo tra due grandi schieramenti come avviene in tutte le grandi democrazie dell'alternanza in Europa, senza doversi dividere in una miriade di partiti e partitini».
Quindi Berlusconi non tirerà la volata per poi lasciarle la leadership a risultato acquisito.
«Ipotesi mai pianificata».
Fino a prima di Natale lei non voleva sentire parlare di partito unico; adesso decide di affiancare Berlusconi verso il traguardo, verso il "sogno" del Cavaliere. Cosa è cambiato in tre mesi?
«Non ero contrario ad un progetto unitario del centrodestra. Ricordo che se fosse passato il referendum si sarebbe fatto per necessità ciò che oggi si fa per virtù, vale a dire una sola lista. E ancora prima, nel '99, si fece un referendum, che perdemmo con il 49,9\%, per abolire il 25\% della quota proporzionale e se fossimo arrivati al 50,1\% sulle schede non ci sarebbero più i simboli dei partiti ma quelli delle coalizioni...».
Allora cosa non la convinceva dell'annuncio di San Babila, dove Berlusconi salendo sul famoso predellino dell'auto, lanciò il Pdl?
«Che questo partito potesse nascere calato dall'alto, senza partecipazione. Nei giorni scorsi, poi, ho sentito Berlusconi e le condizioni per l'intesa hanno cominciato a maturare».
Cosa vi siete detti?
«Abbiamo condiviso un concetto: adesso o mai più. Quale platea più vasta di quella rappresentata dagli elettori...».
Vuol dire che il Pdl nasce dalle urne, a differenza del Pd di Veltroni.
«Appunto, il Pdl nascerà il 13 aprile se gli italiani lo sceglieranno. È la prima volta che nasce un soggetto politico non per scissione di qualcuno e, quindi, di qualcun altro che si fonde. Ma nasce con un progetto».
Per scegliere, gli elettori devono capire. Da quanto dice sembra certo che già oggi gli italiani hanno inteso cosa vuol dire Pdl.
«Dopo la partecipatissima manifestazione del 2 dicembre, con almeno due milioni di persone, dissi: i nostri elettori sono più avanti degli eletti. Vede, a differenza degli elettori di centrosinistra, quelli di centrodestra, e vale anche nel Veneto dove pur c'é un forte elettorato leghista, ha dei valori di riferimento comuni (proprio per il 2 dicembre, sui pullman per Roma viaggiavano bandiere e persone di An, Fi, Lega). Inoltre, a noi non è mai capitato di portare in piazza un partito contro un altro alleato, come ha fatto la sinistra radicale contro il Pd. Quindi, essendo il nostro elettorato più avanti degli eletti, quanto a spirito unitario, è certo che non ci saranno difficoltà di incomprensione. I primi segnali sono positivi e ci incoraggiano a proseguire, convincendo anche chi ha qualche perplessità».
Eppure una parte della base è scettica sul Pdl. Donna Assunta Almirante la invita a non essere suddito.
«Capisco, capisco. E dico che la lista unitaria per il voto di aprile è il primo passo, poi ci saranno i gruppi unici, quindi arriveremo al congresso con sullo sfondo il partito unico».
Allora An non si scioglie, almeno per ora.
«No, c'é ancora della strada da fare. Una strada che già per due volte abbiamo cercato di percorrere: nel '96 e nel 2001, il 100\% dei senatori e il 75\% dei deputati di tutti i partiti, è stato eletto sotto i simboli delle coalizioni, non dei partiti. E aggiungo, che l'identità, che è cosa seria, non è rappresentata dal simbolino sulla scheda, ma dalle cose che si fanno, dalla politica che si esprime».
Casini dice di non aver capito cos'è questo Pdl.
«Mi auguro che gli amici dell'Udc lo capiscano. Sarebbe incomprensibili che, dopo essere stati soci fondatori del centrodestra, dopo aver portato alla coalizione la loro identità culturale, si chiamassero fuori proprio ora che si tratta di fare l'ultimo scatto in avanti».
Il voto di aprile, poi gruppi parlamentari unici. Vale anche per le elezioni amministrative?
«Da cosa nasce cosa. Ho chiarito con Berlusconi un concetto: per evitare che qualcuno possa pensare che il Pdl sia solo un artificio elettorale, e per evitare che qualcuno furbescamente entri in lista e un minuto dopo saluti la compagnia, facciamo un patto, che definisco politico-elettorale, per evitare brutti scherzi. Quanto alle amministrative, hanno una loro specificità. Comunque il mio auspicio è che l'esperienza unitaria, che parte dalle elezioni politiche, poi trovi un riscontro parlamentare, quindi affronti positivamente la fase congressuale e alla fine possa riguardare anche le istituzioni territoriali».
Non pare avere molta fretta di raggiungere il traguardo del partito unico. Eppure i tempi stringono. Proprio ieri Martens, presidente del Partito Popolare Europeo, ha auspicato l'ingresso di An nel gruppo dove già c'é Forza Italia.
«Immagino che, a partire da dopo le elezioni si possa celebrare il congresso di Alleanza Nazionale per definire il percorso che porta al partito unico. Ma non sarà un appuntamento collegato all'ipotesi del Ppe, quanto dalla necessità di non finire nelle sabbie mobili».
Con il Pdl viene così annullata la trasformazione di An nel Partito degli Italiani che era in programma a marzo.
«Per quell'occasione abbiamo preparato un decalogo, dieci buone ragioni per votare An. Porteremo comunque il documento al tavolo del Pdl come base di programma».
Berlusconi ha "bavierizzato" la Lega, cioé il Carroccio si presenterà solo al Nord con una sorta di patto federativo con il Pdl. Non teme di perdere consensi in aree settentrionali come il Veneto, dove An è radicata, a favore di un partito territoriale?
«Non credo, confido nell'intelligenza degli italiani, in questo caso dei veneti. Nel senso che la Lega rappresenta ciò che la Csu bavarese rappresenta nei confronti del partito nazionale Cdu. L'elettore sceglie sia in base ai valori di riferimento che in base alla credibilità della classe dirigente, dei programmi.. non vedo il pericolo di effetti negativi».
Ipotesi: il centrodestra vince le elezioni nazionali; Berlusconi forma un governo al quale chiama i "suoi" governatori Formigoni e Galan sostituiti da esponenti della Lega... e voi?
«Nulla di deciso. Qualora l'ipotesi si concretizzi credo nell'autonomia, quindi non saranno mai Roma o Milano a decidere il candidato al posto di Galan. In Veneto An ha una classe dirigente con credibilità sufficiente che si metterà al tavolo con gli altri amici per decidere».
Come a dire che An si candida alla guida del Veneto?
«Si deciderà in Veneto...».
Roma 11.02.2008
Fini: vi spiego la svolta storica Intervista al Presidente di An di Fabrizio De Feo.
Presidente Fini. che cosa sarà il Popolo della libertà, un cartello elettorale o un vero e proprio partito?
«Non sarà solo un cartello elettorale, guai se lo fosse. È un progetto molto più ambizioso che nasce da un accordo politico e che troverà la sua consacrazione nel momento elettorale ma dovrà necessariamente svilupparsi dopo. Del resto Berlusconi ha chiarito che coloro che saranno eletti con il Pdl faranno parte di un unico gruppo parlamentare».
Come è arrivata l'accelerazione decisiva?
«L'accelerazione è nata dalla consapevolezza della condizione irripetibile
in cui si trovava il centrodestra italiano».Rispetto a qualche mese fa e anche rispetto all'aspra polemica che c'era stata dopo l'annuncio di San Babila erano accadute alcune cose che avevano cambiato radicalmente lo scenario».
Ma cosa vi siete detti con Berlusconi? Qual è stata la scintilla?
«A Berlusconi ho detto: ma se ci fosse la legge elettorale scaturita dal referendum, faremmo la lista unica? Berlusconi mi ha risposto di sì. A quel punto parlando ci siamo trovati d'accordo nel dire che per la prima volta poteva nascere un soggetto politico non calato dall'alto attraverso la scissione o la fusione di soggetti esistenti ma dal basso, nelle urne, per espressa volontà del corpo elettorale. E abbiamo rotto gli indugi».
Roma 09.02.2008
An aderisce alla lista unitaria del PDL Fini: "Si realizza il sogno del popolo del 2 dicembre"
Il patto politico elettorale tra An e Forza Italia, che ci auguriamo trovi partecipi l'Udc e quanti diedero vita alla Cdl e l'impegno a gruppi parlamentari comuni realizza il sogno del popolo di centrodestra che diede vita alla grande manifestazione del 2 dicembre 2006. Nasce un grande progetto per vincere e governare l'Italia.
Alleanza nazionale con la sua identità, i suoi valori, con la sua gente e le sue strutture partecipa con convinzione a questa grande sfida.
Il 13 aprile dalle urne e, successivamente dal congresso nazionale di An, verrà la conferma della necessità e della validità di imprimere una decisiva accelerazione al bipolarismo italiano.
La direzione nazionale di An, allargata ai gruppi parlamentari, ai segretari provinciali e regionali, si riunirà a Roma sabato 16 febbraio alle ore 10.00
Venezia 05.03.2007
Congresso Provinciale del 3 e 4 marzo 2007 Moreno Teso rieletto Presidente Provinciale di Venezia.
E' stato all'insegna dell'unità il Congresso Provinciale di An tenutosi nei giorni 3 e 4 marzo 2007, durante il quale sono stati
eletti, oltre al Presidente Provinciale per Venezia, i componenti dell'Esecutivo Provinciale e i Delegati per il Congresso Regionale
che eleggerà il prossimo Coordinatore Regionale.
Infatti attorno al Documento Programmatico
presentato dal Presidente uscente Moreno Teso si sono riunite tutte le anime del partito.
Alla presenza dell'on. Alberto Arrighi, il 3 marzo si è costituito il tavolo presidenziale del Congresso, formato dal Presidente Provinciale uscente
Moreno Teso, dal Presidente Paolo Dalla Vecchia, dal VicePresidente Pietro Bortoluzzi e dai segretari Raffaele Speranzon e Luciano
Pomoni. Ricevuti i saluti dal coordinatore provinciale di Forza Italia, il Congresso ha visto esaurirsi il dibattito, di fronte ad
una sala gremita, nella giornata di sabato, lasciando la domenica per il voto, spalmato nei 4 seggi provinciali.
Sabato l'assemblea ha provveduto a eleggere il Collegio di Garanzia Provinciale dei Probiviri, che è risultato così composto:
Paolo Dalla Veccchia (presidente); Antonio Bortoluzzi, Ferdinando Papa, Federico Schiavoni, Elisabetta Cavallarin.
Domenica al voto si sono presentati 577 iscritti su 1435, pari al 40,2%, che hanno eletto Moreno Teso Presidente Provinciale, e i
seguenti 8 componenti dal listino bloccato dei candidati all'Esecutivo Provinciale (che sarà poi integrato dal Presidente
Provinciale di Azione Giovani Lucas Pavanetto e da altri 6 membri nominati da Moreno Teso):
Adriano Burato, Viviani Lorenzon, Giovanni Battista Gennaro, Andrea De Simone, Sebastiano Costalonga, Nicola Boscolo, Paride Costa,
Giuseppe Canali.
Sono poi stati eletti i 15 Delegati al Congresso Regionale, 11 attraverso il listino bloccato: Michele Lipani, Luca Zanotto,
Franco Zorzetto, Alberto Nordio, Vincenzo Pernorio, Adriano Burato, Helenia Barban, Nicola Bottacin, Sabrina Teso, Michele Cappellesso,
Andrea Camilli, e 4 eletti direttamente con il voto di preferenza: Alberto teso (243 voti), Pietro Bortoluzzi (187 voti),
Gianfranco Pesce (66 voti), Alessandro Vianello (61 voti).
Venezia 19.02.2007
Congressi 2007 Le regole e i documenti.
A dettare le regole dei Congressi 2007 sono: il nuovo Statuto del Partito, che potete leggere
cliccando qui; e il Regolamento, che potete leggere
cliccando qui.
Prima dello svolgimento del Congresso Provinciale e comunque entro 30 giorni dal suo svolgimento dovranno essere svolte le
singole Assemblee dei Circoli per l'elezione dei Presidenti.
Per ulteriori notizie o chiarimenti e per la modulistica si rimanda all'apposita pagina sul
sito nazionale.
Cliccando qui, invece, si può leggere la lettera inviata dal Presidente Fini a tutti gli iscritti.
Con una nota inviata a tutti i presidenti di Circolo viene così confermato il seguente calendario dei lavori del Congresso Provinciale
per Venezia, in programma per i giorni 3 e 4 marzo 2007 presso l'Hotel Holiday Inn di Mestre (VE), secondo la seguente scaletta:
domenica 4 marzo dalle ore 11 alle ore 15.00 le votazioni, che si
svolgeranno, data la peculiare posizione territoriale della Federazione, in quattro seggi:
1) Venezia-Mestre, presso Hotel Holiday Inn, Rotonda Romea, 1 - Marghera (ex Motel Agip);
2) Chioggia, presso Sede Circolo AN di Chioggia, calle Airoldi, 164 - Chioggia;
3) S.Donà, presso Centro Leonardo Da Vinci, Piazza Indipendenza, 45 - San Donà di Piave;
4) Portogruaro, presso Sede Circolo AN di Portogruaro, via Cavour, 35 - Portogruaro.
Venezia 6.10.2006
Recapiti utili Per comunicare con il partito.
In attesa della ristrutturazione completa del sito, invitiamo simpatizzanti ed iscritti a rivolgersi alla sede provinciale di Venezia di
Alleanza Nazionale per ogni evenienza:
Federazione Provinciale di Venezia - Riviera Magellano, 9 - 30170 Mestre-Venezia - Tel 041989921 - Fax 0415068565.
Inoltre le vostre email potete inviarle direttamente al Presidente Provinciale di Venezia e Consigliere Regionale Veneto
Moreno Teso: moreno.teso@consiglioveneto.it.
Venezia 6.10.2006
Sito in ristrutturazione Capigruppo e Presidenti comunichino i dati via email.
Il sito è in ristrutturazione.
Presidenti, capigruppo consigliari e responsabili sono pregati di comunicare via email i dati aggiornati delle loro strutture.
Grazie a tutti per la collaborazione: info@an-venezia.net.
Per il momento pubblichiamo i primi links: